E fu così che lo vidi seduto sul muretto.
Era troppo diverso e troppo uguale a come lo ricordavo.
I suoi fantastici capelli corvini non c'erano più.
Al loro posto solo un mezzo centimetro di capelli nerissimi.
Il piccolo dilatatore che portava all'orecchio era così grande da essere visibile da lontano.
Quante cose cambia un'estate.
Ma poi lo vidi parlare con dei suoi compagni.
Aveva la stessa sadica espressione di sempre,
quella da pazzoide,
che gli faceva alzare solo un angolo della bocca.
Lui sorrideva sempre e solo in quel modo.
Era diverso.
Ma era bellissimo.
Era sempre il ragazzo che mi faceva venire il mal di stomaco solo camminando verso di me,
quello che mi faceva stare nervosa una giornata intera solo parlandomi,
Quello che mi faceva letteralmente impazzire, piangere e non dormire la notte.
Mia sorella mi chiese: "Allora com'era lui senza capelli?"
Risposi: "Bellissimo, tutti dicono che è orribile, ma io lo guardo con occhi diversi".
Quelli della storda.